Descrizione
“Nel giardino di fronte alla sua casa, il vicino coltiva un albero di gelso. Lo pota regolarmente, anche perch? non invada i condomini limitrofi, ma proprio per questo i rami crescono vigorosi, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione. (…) Prodigo di s? il gelso torna, seguendo la scansione dei mesi, a offrire s? stesso, i suoi colori, la sua ospitalit? agli uccelli, la sua bellezza a chi osserva. Per questo Concu parla di una fedelt? del gelso. (…) Con la sua debole forza vince gli affanni delle vite intorno, va oltre le tristi sorti degli umani. (…) Sono versi lievi, leggeri, nel ritmo di haiku che li ispira. (…) Ma il gelso di Roberto Concu fa da specchio anche a un’altra fedelt?. Quella del poeta stesso che, quasi con devozione, osserva, nello scorrere dei giorni, le metamorfosi del gelso, collocandolo nel pi? vasto fluire di un tempo che sempre di nuovo ritorna, e di una lingua che – dismesso l’alfabeto degli umani – si esprime nel silenzio di una nuova voce nascosta”. (dall’introduzione di Gabriella Caramore)





