Descrizione
Per secoli, la storia dell’arte ha relegato le donne ai margini, rendendole muse o eccezioni alla regola di un pantheon dominato dagli uomini. Ma chi ha deciso quali artisti meritassero di essere ricordati? E in che modo il genere ha influenzato la costruzione del canone artistico? In questo libro rivoluzionario, Griselda Pollock e Rozsika Parker smontano i pregiudizi radicati nella storia dell’arte e svelano i meccanismi ideologici che hanno escluso le artiste dal racconto ufficiale. Attraverso un’analisi lucida e appassionata, le autrici mettono in discussione il concetto stesso di genialità, esplorano il rapporto tra femminismo e produzione artistica e aprono nuovi orizzonti per riscrivere il passato e ripensare il presente. Un classico della critica d’arte femminista finalmente disponibile in italiano, che continua a essere uno strumento essenziale per chiunque voglia comprendere non solo la storia dell’arte, ma il modo in cui il potere plasma la cultura e la memoria collettiva. Griselda Pollock è una delle figure più influenti nel panorama della critica d’arte contemporanea, conosciuta soprattutto per il suo lavoro pionieristico nell’ambito della teoria dell’arte femminista. Professoressa emerita di Storia dell’Arte presso l’Università di Leeds, ha scritto opere fondamentali come Vision and Difference e Differencing the Canon, che hanno ridisegnato il modo in cui leggiamo e raccontiamo la storia dell’arte. La sua ricerca continua a ispirare e stimolare nuovi orizzonti di pensiero nell’intersezione tra arte, genere e politica. Rozsika Parker è stata una pioniera della critica d’arte e della teoria femminista, le cui riflessioni hanno trasformato la nostra comprensione della relazione tra donne e arte. Parker ha dedicato la sua carriera a esplorare come l’arte sia stata influenzata e spesso plasmata da dinamiche di genere, offrendo un contributo fondamentale al dibattito sulla memoria, la creatività e il ruolo delle donne nella produzione artistica.





